22 ottobre 2026
HIGHLANDER TORRIANA 3-2 RICREATORIO LATISANA AFDS

La lunga trasferta in quel di Gradisca si chiude con una sconfitta, ma anche con una certezza: dopo appena tre partite dalla nascita della squadra, questo Ricreatorio Latisana AFDS ha già dimostrato di non avere alcuna intenzione di fare da comparsa. E se il buongiorno si vede dal mattino, qui c’è materiale per divertirsi.
Mister Francesco Amici lo aveva messo in chiaro fin dalla vigilia: rispetto per un avversario temibile, paura di nessuno. Detto, fatto. I ragazzi scendono in campo con personalità, coraggio e una voglia matta di giocarsela, nonostante una panchina corta e un avversario ben più navigato.
La partenza, però, è di quelle che gelano il sangue: la Torriana colpisce a freddo e la partita sembra subito mettersi in salita. Sembra, appunto. Perché questo Ricreatorio Latisana AFDS non ha nessuna intenzione di recitare la parte della vittima sacrificale. Si riorganizza, alza la testa e comincia a rispondere colpo su colpo, fino a trovare il pareggio con Baseggio. E non è finita: il Ricreatorio Latisana AFDS prende coraggio, costruisce, colpisce ancora e completa il sorpasso con Paolo Luongo, al termine di una bella azione corale che profuma già di squadra vera. Da uno svantaggio immediato a un vantaggio costruito con lucidità: niente male per una formazione che sta ancora imparando a conoscere il pallone a rimbalzo controllato!
I padroni di casa provano a riprendere in mano la gara affidandosi al possesso palla, ma dalle parti della difesa bianco rossa non si passa facilmente. E quando qualcuno riesce a trovare uno spiraglio, ecco Gennaro Palomba, sempre attento e lucido tra i pali, a mettere una pezza. La Torriana spinge, il Ricreatorio Latisana AFDS riparte: ne viene fuori una partita vera, combattuta, con i padroni di casa che iniziano a innervosirsi e qualche intervento un po’ troppo ruvido che accende gli animi nel finale di primo tempo.
La ripresa riparte sullo stesso copione: loro a tessere la tela con un possesso palla quasi infinito, noi pronti a ripartire appena se ne presenta l’occasione. Il problema? I cambi sono pochi, i polmoni non sono infiniti e la stanchezza comincia inevitabilmente a presentare il conto. Ma se le gambe rallentano, la testa resta accesa. Capitan Baseggio là davanti fa reparto, lotta su ogni pallone e tiene i compagni sul pezzo. La squadra stringe i denti, respinge gli assalti e trova persino il modo di rendersi pericoloso, senza però riuscire a piazzare la zampata che potrebbe chiudere i conti.
Poi, a metà ripresa, arriva l’episodio che fa discutere. Il portiere di casa esce con grande irruenza e travolge il nostro Anis, che resta a terra dolorante. Tutto regolare, secondo il direttore di gara: fallo del nostro giocatore. Ora, nessuno pretende che un portiere resti inchiodato sulla linea di porta, ma tra il legittimo tentativo di arrivare sul pallone e un’uscita pericolosa la differenza esiste, eccome. Soprattutto in un campionato in cui, talvolta, basta un contatto minimo per fischiare fallo. La sensazione è quella di un copione già visto: quando c’è un contatto in area in cui è coinvolto il portiere in uscita alta, il sospetto ricade troppo spesso sull’attaccante. Ecco, forse un po’ più di coerenza nelle valutazioni non guasterebbe. Per fortuna Anis, dopo qualche minuto di apprensione, riesce a riprendersi e a tornare in campo. Ma lo spavento resta.
Nel frattempo, la Torriana capisce che il tempo stringe e decide di giocarsi il tutto per tutto, affidandosi anche al portiere di movimento. Il Ricreatorio si compatta, chiude gli spazi e resiste con le unghie e con i denti. Sembra poter reggere fino alla fine, ma quando i padroni di casa trovano il varco giusto arriva la doccia fredda: una fucilata che si infila all’incrocio e sulla quale nemmeno il buon Gennaro può nulla. È 2-2.
Le emozioni però non sono finite. Gli ultimi minuti diventano una battaglia, con la Torriana riversata in avanti alla ricerca del colpo decisivo. Il Ricreatorio prova a resistere, finché Baseggio viene atterrato in malo modo al limite della nostra area. Per l’arbitro, ancora una volta, non c’è nulla da fischiare e l’avversario, indisturbato, si ritrova a tu per tu con Gennaro e non sbaglia. Il pallone finisce in rete, la rimonta si completa e il risultato diventa 3-2 per la Torriana.
Una beffa, per come è arrivata. Ma anche una di quelle partite da cui si torna a casa con qualcosa in più di quanto dica il tabellino.
La sconfitta contro una formazione esperta e di assoluto valore ci può stare. Quello che non si può cancellare è la prestazione di una squadra che, pur con pochi cambi e pochissima esperienza sulle spalle, ha saputo mettere in seria difficoltà una delle squadre più forti della regione. Senza paura, senza mollare e senza mai rinunciare a giocarsela.
Due gol nati da splendide azioni corali, un’impresa sfiorata, un finale amarissimo ma una certezza: questo gruppo ha carattere, ha qualità. La strada è ancora lunga, ma le basi ci sono e la voglia non manca. Se questa è soltanto la terza partita della nostra storia, abbiamo tutti i motivi per guardare avanti con fiducia.
Adesso si archivia Gradisca, si raccolgono le energie e si torna al lavoro. Perché all’orizzonte c’è un’altra trasferta complicata: a Grado, venerdì, ci aspetta un’altra formazione di quelle toste, e il Ricreatorio ha già dimostrato di non aver paura di nessuno.
L.C.


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